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OGGI E':
**Recensioni da Musicsite portale
della musica* |
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Come detto quando a suo tempo
presentammo Diane Birch, la ragazza mostra
una spiccata predilezione per la musica di qualche decennio
fa, tanto da aver dato alle stampe un primo disco capace di
confondersi fruttuosamente fra le opere delle storiche cantautrici
statunitensi degli anni '60.Il suo status di ventisettenne
però porta con sé l'aver trascorso
gli anni dell'adolescenza quando l'offerta discografica era un'altra, e da ciò dev'esserle
nata la voglia di trovare un ponte fra la passione per gli stili dell'epoca sacra
del folk/rock e quelli del suo musicale imprinting giovanile. Non sempre un simile
ponte si trova, naturalmente, quindi la cantautrice del Michigan ha dovuto inventarsi
un approccio originale e per far ciò ha scelto di farsi accompagnare
dai The Phenomenal Handclap Band, un gruppo di musicisti estrosi
e capaci di creare un sound a metà fra le ritmiche trascinanti e la psichedelia
(non per nulla la band è concittadina dei Grizzly Bear).
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La lunga attesa che ha preceduto
l'uscita di “Casa 69” ha fatto sì che
si verificasse un vero effetto-fionda per cui, avendo gli appassionati
dovuto aspettare tanto, al momento della pubblicazione c'è stato
l'assalto smanioso. In pochi giorni è arrivato il doppio
disco di platino, e per rendere l'idea di numeri impressionanti
basti dire che il giorno del rilascio del disco è stato
anche quello della storica pubblicazione online di tutto il catalogo dei Beatles:
ebbene, la classifica di iTunes in quella data vedeva al primo posto “Casa
69”, ed addirittura al secondo la sua special edition.Abbiamo
avuto modo poco tempo fa di parlare del singolo trainante “Sing-hiozzo”,
il cui video ancora impazza in tv mentre per radio il brano latita in modo sospetto,
ma è già ora di introdurre la seconda traccia estratta, “Basta
così”. La canzone vede la partecipazione di Elisa,
che a sua volta ospitò Giuliano Sangiorgi per la fortunatissima “Ti
vorrei sollevare”. Stavolta quindi l'ugola di Monfalcone offre il
suo contributo all'intera band, ed i risultati sono convincenti in modo assai
robusto.
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Man mano che si succedono i singoli estratti dal disco d'esordio,
la caratura di Ellie Goulding acquista sempre
più sostanza: la conosciamo per brani elettronici, tiepidamente
danzerini e modaioli, ed ecco che il quarto singolo dona profondità al
tutto aggiungendo alla lista anche una ballata dolce e sognante.
The writer è eterea, il substrato sintetico
serve a far risaltare limpide note di pianoforte e, più cristallina
che mai, la voce della giovane cantautrice britannica.Scritta dalla
stessa Goulding in collaborazione con Jonny Lattimer,
la canzone racconta di come il desiderio di risvegliare l'attenzione
di una persona possa spingere a bramare che questa guidi le nostre
azioni e le nostre stesse parole, pur di riuscire in qualche modo
ad essere notati. Il concetto è discutibile, ma quando è cantato
con tanto sentimento e tanta partecipazione non è il caso
di sottilizzare troppo e ci si può lasciar
cullare dalle note delicate.
The writer non avrà quasi di sicuro la stessa capillare
diffusione di Starry eyed o Under the sheets, data la sua minore
radiofonicità e la scarsa attitudine a far da sottofondo durante l'aperitivo,
ma consolida la posizione di Ellie Goulding fra le vere rivelazioni
degli ultimi tempi.
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L'anno che si avvia alla conclusione è stato
di sicuro positivo per Bruno Mars, il suo successo è un
caso più unico che raro come già aveva sottolineato
il nostro amico Sergio Cadeddu in occasione della recensione
di Just the way you are. Bruno Mars infatti
ha collaborato o realizzato 6 clamorose hits mondiali nel 2010
senza aver pubblicato alcun lavoro come solista. Naturale, quindi,
che ci fosse tanta attesa per il suo album di debutto Doo-wops & Hooligans e
infatti l'album è volato immediatamente nelle alte vette delle classifiche
di vendita mondiali trascinata dal successo di Just the way you are, ipergettonata
anche nella nostra penisola e in testa anche alla nostra personale chart per
qualche settimana.Tra i 10 brani che compongono Doo-Wops & Hooligans è stato
scelto come secondo singolo Grenade, primo brano dell'album,
un brano che come potete sentire è molto diverso dal primo singolo e d'altronde
Mars ha già dimostrato di avere una notevole abilità interpretativa,
in grado di svariare tranquillamente tra generi diversi tra loro.
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.Lo splendido singolo “Fuck you”,
anteprima del nuovo album di Cee Lo Green,
lasciava intravedere una decisa virata dell'artista in direzione
del soul più classico (le precedenti esperienze accostavano
queste sonorità a velleità più rappeggianti):
dopo l'uscita di “The Lady killer” si
può accantonare la cautela e prendere atto di una mutazione
completa e decisamente riuscita. Per un cantante (e autore)
che quando si cimenta nella carriera da solista viene osannato
dalla critica ma accolto tiepidamente dal pubblico, il primo
singolo è stato
un vero toccasana avendo ottenuto successo internazionale con picchi come il
primo posto nella chart inglese.La prova del nove passa anche attraverso la seconda
traccia, estratta in questi giorni ed intitolata “It's ok”,
che non si sposta di un millimetro dal soul più tradizionale, con tanto
di fiati, contrappunto delle coriste e ritmica trascinante. Un capitolo a parte
merita la voce di Cee Lo Green, bizzarra
ed irresistibile quanto il suo faccione: non siamo certo in presenza di un crooner,
né il genere lo richiederebbe, ma il timbro particolare e la capacità di
trasmettere ironia mescolata a sentimento rendono riconoscibili e godibili le
sue canzoni.
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C'era da aspettarselo che prima o poi sarebbe
venuto alla luce in qualche modo un album postumo del più grande
artista pop della storia. E' difficile essere sintetici cercando
di parlare di un personaggio come Michael
Jackson, la sua breve vita è stata assolutamente incredibile,
non basterebbero libri per parlarne, quindi meglio concentrarci solo sull'aspetto
musicale e sul nuovo imminente album in uscita tra qualche settimana. Michael è il
titolo di questo nuovo lavoro, un lavoro che promette già di essere l'autentico
best seller del Natale 2010, a prescindere dalla qualità musicale dell'album
stesso. Album che sarà composto da soli 10 brani scritti tutti da Michael
Jackson eccetto uno e vedrà tra gli altri anche la collaborazione
di artisti del calibro di Lenny Kravitz e 50 Cent.
Il rilascio del primo singolo promozionale Breaking news è stato
a dir poco controverso, dubbi sull'autenticità della voce del Re sono
venute anche dalla stessa famiglia, generando, come al solito, tanto clamore,
ma si sa, quando si parla di un personaggio come Jackson qualsiasi cosa è ad
un livello superiore.
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Cosa hanno in comune il babau ed il blues?
Semplice, Pino Daniele.
Il cantautore napoletano ha intitolato il suo nuovo disco “Boogie
boogie man”, giocando sull'assonanza fra “boogieman” (termine
che gli anglofoni usano per indicare “l'uomo nero” dei moniti ai
fanciulli) e boogie woogie, ossia quel particolare sottogenere del blues
caratterizzato da un deciso uso del pianoforte.
L'album conterrà una decina di classici del repertorio di Pino
Daniele rivisitati in abiti nuovi e collaborazioni (si parla di nomi
pesanti, da Mina a Battiato); non mancherà l'occasione
per un paio di inediti, presentati già dal primo singolo.La canzone prescelta
per accompagnare il rilascio del disco è quella che
gli dà il titolo: “Boogie boogie man” è un
ennesimo atto d'amore del bluesman partenopeo verso il genere che da sempre lo
appassiona maggiormente (non per nulla parliamo dell'autore di “A me
me piace 'o blues”). La struttura del brano è saldamente
ancorata ai canoni più tradizionali
di questo particolare stile, a partire dalla chitarra che sostiene il tutto con
decisione per arrivare alla classicissima armonica.
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In Italia arriviamo sempre dopo, almeno per
quel che riguarda le novità dall'estero e con colpevole
ritardo ci siamo accorti solo da qualche tempo di questa fanciulla
olandese e della sua musica. Caro Emerald, infatti
ha pubblicato il suo album d'esordio Deleted Scenes from
the Cutting Room Floor addirittura
a Gennaio 2010, ma è solo con il singolo Back
it up che si è iniziato a parlare di lei nell'estate
di quest'anno, nonostante sia stata per quasi 2 mesi in vetta
alla classifica degli album più venduti nel suo paese.Se
vi è piaciuto Back it up adorerete
il secondo singolo estratto dal suo album, intitolato A
night like this, già colonna sonora di uno spot
Martini nella natia Olanda. Come vi aveva a suo tempo segnalato
nella recensione di Back it up l'amico Sergio Cadeddu, A night
like this è un'autentica chicca.
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